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Il "Lloyd Yacht Register"

Credo che nessuno che sia stato o è coinvolto nella vita marittima o assicurativa, ignori cosa siano e cosa sono stati, fin dal secolo XVIII i "Lloyds di Londra".
Per chi proprio ne fosse all'oscuro, rammenteremo che alla fine del secolo dei lumi, il '700, un gruppo di assicuratori marittimi usava incontrarsi in un locale, che noi definiremmo un "caffé", in inglese "pub", per discutere, trattare e suddividersi i rischi ed i premi d'assicurazione per navi, merci trasportate ecc. Il locale apparteneva ad un certo Lloyd, di origine certamente gallese. Si diceva "Ci vediamo da Lloyd", "Passo da Lloyd a sentire le novità". Ben presto queste persone costituirono un'associazione di singoli assicuratori, che, versata una sostanziosa cauzione, divenivano "sottoscrittori dei Lloyds", assumendo in proprio tutto o parte del rischio delle singole polizze sottoscritte dagli armatori delle navi. In pratica nei nuovi locali dei Lloyds avvenivano vere e proprie aste delle polizze contratte con la, chiamiamola così, associazione dei sottoscrittori.
Celebre è stato il naufragio della nave da carico "Lutine" che trasportava un carico prezioso, ed era assicurata per un'ingente somma, sottoscritta in diverse quote da un gran numero di "sottoscrittori". Fu un grave colpo per questi, che si trovarono a dover risarcire una somma enorme all'armatore della nave.
Venne tentato un ricupero, a cura dei Lloyds, di parte del carico, ormai di proprietà dei sottoscrittori.
Fra il poco ricuperato, la campana di bronzo della nave. E ancora oggi questa, "la campana del Lutine" campeggia al centro della sala delle contrattazioni. Viene suonata per annunciare un grave sinistro, nel quale sono coinvolti i sottoscrittori. Al suo suono si fa sempre un gran silenzio, in attesa dell'annuncio che chiama al risarcimento i sottoscrittori della particolare polizza. Suonò, per esempio, per il disastro della "Andrea Doria"...
Già alla fine del '700 e inizio '800 questa associazione, a salvaguardia dei sottoscrittori, intraprese un lavoro di controllo dello stato delle navi, dettando regole molto precise sui materiali, le tecniche costruttive, e rilasciando certificati di efficienza e sicurezza, la cosiddetta "classe", contrassegnata da diverse sigle. La classe più alta è sempre stata riservata alle imbarcazioni costruite sotto il controllo dei tecnici del "Lloyds Register", che annualmente pubblicavano anche un registro con i nomi, le caratteristiche, e le classi delle navi, ad uso preminentemente degli assicuratori.
Con l'avvento dello yachting, ai primi del '800, gli armatori di yacht, che erano spesso vere e proprie navi, anche di un certo tonnellaggio, iniziarono anch'essi ad assicurare queste loro proprietà naviganti, e pertanto i Lloyds dovettero fronteggiare una nuova situazione, assegnando forme di classificazione e regole costruttive, anche per il naviglio da diporto.
Dapprima queste unità venivano elencate nel "Lloyds Register of Shipping".
Il primo "Lloyds Register of Yachts" venne pubblicato nel 1878, quando già un considerevole numero di yachts avevano richiesto e ottenuto la classificazione.
In seguito vennero elencate anche imbarcazioni non c1assifate dai Lloyds, e mentre nei primi numeri pubblicati, gli yachts erano tutti di grandi dimensioni, di proprietà di grossi nomi dell'aristocrazia o della finanza, sempre maggiore fu il numero di piccole imbarcazioni da crociera o da regata, ed i nomi di persone comuni figuravano sempre più fra i proprietari, fatto significativo ed indicativo dello sviluppo sempre più popolare dello sport nautico.
Fin dall'inizio, sul "registro" erano annotate, oltre al nome dell'imbarcazione, il suo armo, il materiale di costruzione, dimensioni, apparato motore eventuale, nome del proprietario, porto di residenza ed eventuale classe Lloyds. Un'appendice del volume riportava anche il nome degli ex proprietari e vecchi nomi delle barche, in modo da poterle ritrovare sul registro. Molte altre informazioni erano riportate, fra cui la lista di tutti i principali circoli nautici del mondo, i guidoni a colori degli stessi, le bandiere personali, quelle nazionali ecc. Era ed è sempre stato rilegato in tela verde, con impressi in oro lo stemma dei Lloyds, l'anno di pubblicazione (annuale salvo due interruzioni, in occasione della prima e seconda guerra mondiale), ed il nome di chi lo aveva prenotato, o della barca, secondo il committente. Per anni fu la bibbia dello yachtman, di ogni nazione, prezioso riferimento per conoscere dati precisi, praticamente su ogni yacht esistente. Per un periodo i Lloyds pubblicarono una edizione dedicata agli yachts americani, "Lloyds American Register of Yachts", che differiva dall'altro solo in quanto la copertina invece che in tela verde, era blu.
Purtroppo questa preziosa fonte di informazioni tecniche e storiche ha interrotto le pubblicazioni nel 1980, quando uscì l'ultimo numero. La ragione dell'interruzione è logica: l'incremento dello yachting su scala mondiale, 1'avvento delle imbarcazioni di serie in vetroresina, ed il costo di tale importante volume (negli ultimi numeri le barche elencate erano circa 12.000 !), avevano reso quasi impossibile mantenerne l'aggiornamento.
Ora i Lloyds sono tornati all'origine, pubblicano un piccolo registro che riporta le circa 600 unità in possesso della classe lOOA1, che, con quella contrassegnata da un segno a croce di Malta all'inizio della sigla (significa "costruita sotto il controllo dei Lloyds") è la massima classificazione rilasciata dai Lloyds.
I volumi del "Lloyds Register of Yachts" sono ormai una rarità per collezionisti e storici dello yachting. Poche sono al mondo le raccolte complete di questi preziosi volumi: qualche yacht club, vecchi yachtman, biblioteche inglesi.
Lo "Yacht Club Italiano" nella sua sede di Genova, ne possiede una quasi completa, consultabile su richiesta. Tuttavia i Lloyds hanno mantenuto tutto l'archivio su cui si è basata la classificazione delle imbarcazioni. Piani di costruzione e dati tecnici sono ottenibili rivolgendosi al servizio apposito, lo "Yacht and Small Craft Service, Lloyds Register of Shipping, 71 Fenchurch Str. London EC3M 4BS England.

Gian Marco Borea